WhaleFall – Nella Balena: 5 curiosità incredibili da sapere

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Il processo creativo e produttivo di questo survivor movie è avvincente tanto quanto ciò che racconta. WhaleFall – Nella Balena è una storia che non passa inosservata. Anche chi non è un appassionato di cinema viene colpito nel profondo, perché la pellicola dà forma a una delle nostre paure più ancestrali: quella di essere ingoiati vivi da qualcosa di enorme. Un incubo che accompagna l’essere umano fin dalle origini, radicato nell’istinto stesso della sopravvivenza.

Tutto inizia su una spiaggia nota per il suo fondale incredibilmente profondo. Il subacqueo Jay (Austin Abrams), durante un’immersione, si imbatte in un calamaro gigante in fuga da un immenso capodoglio; quest’ultimo, accidentalmente, lo afferra e lo inghiottisce insieme alla sua preda. Intrappolato nel ventre del cetaceo con appena un’ora di ossigeno a disposizione, Jay si renderà conto che le lezioni apprese a fatica dal padre potrebbero essere la chiave per la sua salvezza.

Se il film inizia in questo modo abbastanza avventuroso, c’è da dire che la vera avventura sta nella produzione di WhaleFall – Nella Balena. Il processo di realizzazione del film di Brian Duffield, basato sul romanzo di Daniel Kraus, pubblicato nel 2023 ha dell’incredibile, perciò siamo qui per svelarvi cinque curiosità da sapere, prima o dopo aver visto il film, al cinema dal 15 ottobre 2026 con The Walt Disney Italia.

1. WhaleFall è basato su una storia vera?

No dai, non esageriamo. Non è assolutamente confermato, ma lo scrittore è stato fortemente influenzato, oltre che dalla storia biblica di Giona nella balena e da Pinocchio, da un video di una balena che inghiottiva un canoista, risputandolo fuori poco dopo. Lo scrittore, Daniel Kraus, ha realizzato prima il libro, ma immediatamente gli è stata approvata la trasposizione cinematografica.

2. Scientificamente potrebbe accadere

Whalefall Austin Abrams NonSoloFilm.it

Pur essendo impossibile che un capodoglio inghiottisca un sub, alla produzione, come a tutti noi, l’idea dell’incidente ha convinto immediatamente tutti. Quindi il capodoglio non è un mostro a caccia di uomini come nei classici “film sugli animali assassini” ma è un animale che segue la sua natura e che caccia le sue prede. Il protagonista, quindi, è semplicemente l’uomo sbagliato nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

3. Equilibrio tra le storie: sopravvivenza e rapporto con il padre

La produzione, capitanata da Brian Grazer, ha promosso questo soggetto sia per la parte d’azione sia, e forse soprattutto, per la parte del rapporto tra padre e figlio. Brian Grazer in persona, quando ha letto il copione, ha dichiarato: “Questo era mio padre“. Il film quindi è un perfetto equilibrio tra un survivor movie e un viaggio in un burrascoso rapporto genitoriale di altri tempi, dove un padre non abbracciava il figlio e gli diceva di volergli bene, ma tutto era solo orientato all’insegnamento diretto e senza fronzoli, da parte del genitore, che aveva solo il compito di trasformare un bambino in un uomo adulto.

4. I protagonisti di Whalefall: Brolin e Austin Abrams

Whalefall Josh Brolin NonSoloFilm.it

Quando Josh Brolin ha letto il copione si è commosso e ha accettato immediatamente la parte proprio per il forte impatto emotivo che questa parte del film dona all’intera storia. Austin Abrams, che interpreta Jay, è stato selezionato per l’impegno che ha immediatamente dimostrato e per la sua incredibile dedizione. Una volta selezionato ha passato diverso tempo a nuotare con i capodogli proprio per comprenderne la forte natura ed entrare in sintonia con loro. Il lavoro di Austin è stato ripagato durante una giornata di nuoto dove il branco di capodogli si è messo a galleggiare assieme a lui come a fargli capire che era stato accettato.

5. Lo stomaco del capodoglio

La parte essenziale di tutto il film. La produzione ha dichiarato che usare solo la CGI non avrebbe reso completamente ed efficacemente quello che, sia il libro sia il copione, descrivevano in modo così chiaro ed emozionante. Nel film compaiono due stomaci diversi dove Jay lotta per la vita e, dopo varie ipotesi, si è optato per la realizzazione di 4 stomaci in resina e schiuma dove poter girare tutto il film, avvicendandoli in modo tale che mentre uno veniva utilizzato durante le riprese l’altro era in manutenzione. In molte giornate di ripresa fino a 14 addetti lavoravano all’unisono per far funzionare questa meravigliosa scenografia che tutti noi possiamo ammirare in Whale Fall.

Recensione

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