Ci sono adattamenti che funzionano, e altri un po’ meno: è il caso de Le Fantome de L’Opera, il cui titolo italiano diventa L’amore immortale nel film diretto da Alexandre Castagnetti. Il romanzo di Gaston Leroux, scritto nei primi del Novecento, si presta a vari adattamenti e riletture, ed era quasi scontato che, in un’epoca moderna in cui è sempre più in voga il genere young adult, ne uscisse fuori una versione patinata.
Deva Cassel interpreta Anastasia, una giovane ballerina romena, che entra a far parte del prestigioso corpo di ballo del teatro dell’Opera di Parigi. Zaino in spalla, la ragazza parte per un lungo viaggio fino al cuore della capitale francese per inseguire il sogno di diventare un’étoile. All’Opera conosce un affascinante e misterioso pianista di cui si innamora. Da quel momento che iniziano ad accadere fatti inquietanti, e incidenti sospetti che si protraggono fino alla prima del grande spettacolo L’Orpheus.
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L’amore immortale: una rilettura de Il fantasma dell’Opera che ha ben poco dell’originale
Dimenticate il classico di Leroux: un fantasma c’è, la storia è ambientata all’Opera di Parigi, ma la storia contiene ben poco dell’originale. L’attore e regista Castagnetti predilige uno scenario attuale che guarda molto all’epoca dei social. La protagonista interpretata da Deva Cassel è un’outsider, una ragazza umile e sensibile che è in grado di vedere oltre le cose terrene. Subentra l‘elemento soprannaturale, che stizza l’occhio a Twilight e City of Angeles, quando Anastasia “Ana” incontra un giovane pianista nel dietro le quinte dell’Opera: l’attrazione è immediata, ma c’è qualcosa che gli impedisce di avvicinarsi alla ragazza come vorrebbe.
L’intenzione di Castagnetti è senza dubbio quella di approcciare la giovane platea rileggendo il romanzo novecentesco, un classico a metà fantasy e a metà poliziesco, in chiave attuale e, se vogliamo, molto “teen”. Un adattamento che potrebbe funzionare se non fosse per la caduta nei soliti cliché del genere che sembrano più che altro usciti da un libro young adult. L’altro protagonista, il misterioso pianista interpretato da Julien de Saint Jean, diventa un eroe romantico e tormentato, e solo l’amore della bella e talentuosa Ana può liberarlo dalle angosce e dai rimorsi del passato.

Il film non manca di esplorare lo spietato mondo del ballo, in cui c’è una serrata competizione per essere la prima ballerina. Ana entra all’Opera un po’ in ombra, affermando di voler solo ballare. Incontra la sua coinquilina, Georgina (Laïka Blanc-Francard), che prima diventa sua amica, poi una potenziale rivale per l’ambito ruolo da protagonista nell’Orpheus dell’altrettanto spietato e perfezionista regista James Figueras (Romain Duris).
L’amore immortale è un teen drama privo di fascino
L’idea di adattare un classico in chiave moderna è sempre un azzardo. Ci sono riletture che funzionano, vuoi perché la storia si adagia perfettamente con i tempi che corrono, vuoi perché anche il cast contribuisce a fare la sua parte. L’amore immortale ci prova: la centralità della storia rimane – come abbiamo detto, c’è un fantasma, c’è il mistero e c’è l’ambientazione all’Opera di Parigi. Ciò che manca, tuttavia, è il cuore. Il fantasma originale era un personaggio ombroso, con un’aura carismatica che invogliava il lettore (o lo spettatore, se prendiamo in considerazione alcuni precedenti adattamenti) a provare una sorta di connessione con lui. Non era uno spettro, ma un personaggio in carne ed ossa con i suoi tormenti interiori, eppure desideroso di amara di nuovo e di poter essere amato a sua volta.
L’amore immortale è un film buono se si cerca di avvicinare il giovane pubblico a un classico letterario, ma farà senza dubbio storcere il naso a chi invece predilige riletture più vicine all’originale.






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