Venezia 83 – Primetime: recensione del controverso film con Robert Pattinson

Primetime recensione NonSoloFilm.it

Nel 2006, la rete NBC decide di puntare tutto su Chris Hansen e il suo To Catch a Predator: questa è la storia vera narrata nel film Primetime, e di come la tv cambiò radicalmente. Il regista Lance Oppenheim presenta la pellicola alla Mostra del Cinema di Venezia 83, cimentandosi per la prima volta con un lungometraggio.

Robert Pattison è ancora una volta alle prese con un ruolo viscerale e sopra le righe. In un’epoca in cui programmi storici come Friends e Seinfeld erano terminati, il piccolo schermo era alla ricerca di qualcosa di sconvolgente, che potesse tenere incollati gli spettatori in prima serata. Il concorrente maggiore della NBC era la serie tv Lost della ABC, e i dirigenti della rete del pavone decisero di puntare sul giornalista Hansen e alla sua idea di fare televisione. In quel tempo aveva all’attivo una folta esperienza alla NBC con la copertura di numerosi casi di cronaca, come il massacro alla Columbine High School e Unabomber.

Piuttosto che continuare con una serie di documentari costruiti a tavolino, Chris finì per stupire e sconvolgere il suo pubblico. To Catch a Predator, in onda dal 2004 al 2007, era uno spettacolo mediatico reale, in cui venivano smascherati presunti predatori sessuali attraverso l’uso di attori e telecamere nascoste. Era l‘alba dei reality show, e Hansen stava per fare la differenza. Ma man mano che il programma va avanti, la linea di confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile, costringendolo a confrontarsi con i suoi demoni personali.

Primetime è il ritratto di una televisione in continua evoluzione

Primetime recensione NonSoloFilm.it

Dopo essersi occupato di documentari, Lance Oppenheim debutta alla regia con un lungometraggio in cui si evincono strascichi dei suoi precedenti lavori. Primetime è girato come se fosse un documentario, con filmati che ricostruiscono i reali video dell’epoca in cui andò in onda To Catch a Predator. Oppenheim intrappola i suoi personaggi all’interno di una telecamera, creando ancora di più l’effetto di una realtà opprimenti: sono attori per professione, o continuano a recitare anche lontano dai riflettori?

Robert Pattinson è un attore viscerale e intenso nella parte di Chris Hansen, un uomo determinato a ottenere quello che vuole, ma pur di riuscirci, rischia di essere trascinato dal suo lato oscuro. Come un moderno Capitan Achab, anche Chris è alla ricerca della sua balena, quel Moby Dick che rappresenta la sua grande occasione per poter svoltare del tutto e portare il programma a battere i record di ascolti contro l’eterno concorrente televisivo Lost.

Nel cast c’è anche Skyler Gisondo nei panni di Dan Plumb, uno degli attori/esche usati da Hansen per attirare all’amo i potenziali predatori sessuali. Il suo personaggio rappresenta la parte più umana della storia, quello in grado di riportare Hansen alla realtà.

Primetime è un film che dipinge una televisione in continua evoluzione. Gli anni 2000, caratterizzati da serie tv di svariato tipo, comincia a respirare un’aria diversa. Di cambiamento. Gli spettatori vogliono essere scioccati e coinvolti maggiormente in quello che vedono attraverso lo schermo. La televisione con le sue serie tv, che proponeva ogni settimana un appuntamento, comincia ad annoiarli. To Catch a Predator propone, invece, un format rivoluzionario, dove le telecamere non sono più fisse e pilotate, ma danno la sensazione di entrare nelle case del pubblico.

Recensione

Condividi :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *