Due sorelle e un’ossessione per un “Bucking Fastard“: Werner Herzog arriva alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 presentando un film fuori dalle righe con personaggi altrettanto particolari. La genesi del film inizia negli anni Ottanta quando l’acclamato regista tedesco conosce le gemelle Freda e Greta Chaplin, due donne che hanno vissuto tutta la loro vita in simbiosi.
Da lì nasce il soggetto e il ruolo delle protagoniste è affidato a Kate e Rooney Mara, sorelle attrici che in Bucking Fastard recitano per la prima volta insieme. E sono inquietanti. Parlano all’unisono, fanno tutte le azioni quotidiane insieme, partendo da cose semplici come aprire una scatoletta di sardine, ad altre più complicate come aprire la porta di casa.
Jean e Joan Holbrooke sono inseparabili fin dalla nascita. Vestono uguali, camminano sincronizzate, hanno lo stesso taglio di capelli e usano l’un l’altra come specchio quando devono sistemarsi. Amano perfino lo stesso uomo, che risponde al nome di Mr. Mulroney e ha il volto di Orlando Bloom. Un uomo che potrebbe dirsi fortunato, se non fosse che le due sorelle cominciano a sviluppare una vera e propria ossessione verso di lui, portandolo a richiedere una soluzione drastica. Jean e Joan sembrano abitare in un mondo tutto loro perché sono gli altri a non capirle. E forse trovano nella natura (uno dei temi di Herzog) l’unico modo per trovare rifugio e comprensione.
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Bucking Fastard è la storia di un’ossessione ma anche di una co-dipendenza affettiva

Herzog ama spingere il pubblico verso territori estremi e bizzarri, e Bucking Fastard non rappresenta l’eccezione. Già a partire dal titolo, in cui le iniziali dei due nomi sono invertite, si capisce che siamo di fronte a un’opera assurda che sfocia nel surreale, e a tratti anche grottesca. La pellicola appare come un film nel film. E’ la storia di un’ossessione amorosa, quella di Jean e Joan verso Mr. Mulroney. Arrivato all’esasperazione, l’uomo le porta in tribunale pur di trovare un modo per allontanarle da lui.
Bucking Fastard non è un film per tutti e non è di facile interpretazione. In realtà, Herzog non fornisce mai una spiegazione dietro la convivenza ossessiva delle due sorelle per mostrare, piuttosto, come il mondo esterno costituisca, invece, una barriera impenetrabile per loro. Lo vediamo in una scena semplicissima, in cui Jean e Joan passano l’aspirapolvere tenendola insieme e si trovano bloccate quando vanno contro due poltrone posizionate troppo vicine. In quel momento quell’oggetto rappresenta un ostacolo alla loro unione.
La co-dipendenza affettiva delle due sorelle protagoniste è vista in modo bizzarro dall’esterno e passa attraverso il giudizio degli altri (la scena iniziale in tribunale), la reazione della stampa e delle persone comuni che le trattano come delle celebrità di fronte all’eccentricità. Il ritmo segue il carattere di Jean e Joan, a metà tra il fiabesco e il grottesco, accompagnato da una colonna sonora che incrementa il senso di straniamento per tutta la durata del film.
L’elemento più riuscito è senza dubbio dettato dalla recitazione di Kate e Rooney Mara, scelte personalmente da Herzog. La loro sincronia è ipnotica e, come si diceva all’inizio, inquietante, provocando nello spettatore una sorta di ansia e agitazione.
Da come si intuisce, Bucking Fastard non è un film per tutti, perché Werner Herzog non è un regista facile da comprendere. Il pubblico è consapevole di non dover cercare delle risposte logiche ma di lasciarsi cullare da un ritmo senza senso fino allo spiazzante finale. Si tratta di un’opera bizzarra e delirante che non offre spiegazioni concrete, ma racconta tuttavia una storia che non passa inosservata.
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