Si è conclusa sabato 12 settembre l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. A conquistare il Leone d’Oro per il miglior film è stato Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy, coproduzione tra Danimarca, Svezia e Lettonia.
La Giuria internazionale di Venezia 83, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, ha assegnato gli otto principali riconoscimenti del Concorso dopo aver visionato i 21 film in gara.
Mostra del Cinema di Venezia 2026: il Leone d’Oro a Kvinde Ukendt (Woman Unknown)
Il prestigioso Leone d’Oro per il miglior film va a Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy.
Il film racconta le conseguenze della guerra attraverso una vicenda femminile ambientata nell’immediato dopoguerra. Marie, interpretata da Mathilde Arcel, sta per sposare Christian, un ricco vedovo per cui lavora come domestica e bambinaia, e vede nel matrimonio la possibilità di diventare finalmente la signora della casa.
Ma un segreto rischia di distruggere il futuro che si è conquistata: durante l’occupazione tedesca Marie ha avuto una relazione con un soldato nemico. Mentre l’Europa celebra la fine del conflitto, il passato torna a presentarle il conto, in una società che considera le relazioni tra donne e soldati occupanti un tradimento dell’identità nazionale.
Ispirato alle vicende delle cosiddette collaboratrici orizzontali, il film indaga la persecuzione, l’umiliazione pubblica e lo stigma inflitti alle donne che ebbero rapporti con i militari degli eserciti occupanti durante la Seconda guerra mondiale.
Attraverso la storia di Marie, May el-Toukhy mette al centro il corpo femminile come terreno di controllo e punizione, interrogandosi sui meccanismi con cui il desiderio delle donne viene giudicato e trasformato in una colpa. Una riflessione sul potere, sull’ipocrisia e sulle conseguenze della guerra che non appartengono soltanto al passato.
Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria a Possible Love

Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria va a Ga-neung-han sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong, dalla Corea del Sud.
Al centro della storia ci sono due coppie sposate, un lavoratore licenziato e sua moglie e una documentarista con il marito, le cui vite si intrecciano durante la realizzazione di un film. Attraverso questo incontro emergono differenze profonde, desideri inconfessati e le tensioni di una società segnata dai licenziamenti di massa e dalla repressione degli scioperi.
Lee Chang-dong affronta il rapporto tra lavoro, capitale e libertà, interrogandosi sulla possibilità di resistere alle forze che condizionano l’esistenza. Il desiderio di libertà diventa, nella sua visione, una forma di amore: un sentimento che non riguarda soltanto le relazioni sentimentali, ma anche la capacità di continuare a dare amore nonostante le difficoltà della vita.
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Leone d’Argento per la migliore regia a Ilya Khrzhanovsky
Il Leone d’Argento – Premio per la migliore regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per DAU, produzione tedesca, francese e svedese.
La pellicola attraversa quattro decenni di storia sovietica e, ispirandosi agli scienziati coinvolti nella costruzione della bomba atomica dell’Unione Sovietica, segue un brillante fisico di origine greca, interpretato da Teodor Currentzis.
Chiamato a lavorare per lo Stato in un istituto di ricerca segreto, Dau si trova a vivere in un sistema dominato dall’ambizione scientifica, dalla sorveglianza e dal privilegio, mentre la sua libertà individuale si restringe progressivamente.
Fuori dal matrimonio, cerca nelle relazioni sentimentali una possibilità di liberazione, finendo però per smarrire se stesso e la capacità di amare.
Attraverso la parabola del protagonista, Khrzhanovsky costruisce un affresco di una società fondata sull’ideologia e sulla violenza, interrogandosi sui compromessi morali che trasformano le esistenze individuali e possono arrivare a cambiare il corso della storia.
Il progetto, frutto di oltre vent’anni di lavoro, unisce materiali girati quindici anni fa e scene recenti, mescolando documentario, sogno, visione e memoria.
Coppa Volpi alla migliore attrice: Mathilde Arcel
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile va a Mathilde Arcel per Kvinde Ukendt (Woman Unknown).
L’attrice interpreta Marie, una giovane donna che nell’immediato dopoguerra vede nel matrimonio con Christian la possibilità di conquistare una nuova vita. Il suo passato, però, rischia di distruggere quel futuro.
Nata a Copenaghen il 25 luglio 1996, Mathilde Arcel Fock è un’attrice danese, figlia dell’attrice Nastja Arcel e del regista Mikael Fock. Dopo le prime esperienze televisive si dedica al teatro e nel 2020 si diploma alla Den Danske Scenekunstskole di Aarhus.
Il riconoscimento veneziano rappresenta uno dei momenti più importanti della sua ancora giovane carriera cinematografica.
Coppa Volpi al miglior attore: John Malkovich

La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile va a John Malkovich per Wild Horse Nine di Martin McDonagh, coproduzione tra Regno Unito, Stati Uniti e Cile.
Malkovich interpreta MJ, il capo della CIA che, alla vigilia del colpo di Stato cileno del 1973, invia gli agenti Chris e Lee da Santiago all’Isola di Pasqua.
In questo remoto paradiso, tra le enigmatiche statue moai, i due uomini si confrontano con i propri trascorsi e con le cospirazioni del presente, mentre il legame di Chris con due studentesse ribelli rischia di compromettere la missione.
Nel cast figurano anche Sam Rockwell, Steve Buscemi, Mariana Di Girolamo, Ailín Salas, Tom Waits e Parker Posey.
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Premio per la migliore sceneggiatura a Un bon petit soldat
Il premio per la migliore sceneggiatura è stato assegnato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat, diretto dallo stesso Brizé.
Premio Speciale della Giuria a NAZA al Festival di Venezia 2026

Il Premio Speciale della Giuria va a NAZA, diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, produzione britannica.
Premio Marcello Mastroianni a Malou Khebizi
Il Premio Marcello Mastroianni, riservato a un giovane attore o attrice emergente, è stato assegnato a Malou Khebizi per la sua interpretazione in 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn.
Orizzonti: alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 premiato anche Riccardo Scamarcio
Non solo Concorso. La cerimonia di chiusura ha assegnato anche i riconoscimenti della sezione Orizzonti, dedicata alle nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale. La giuria, presieduta da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi, ha premiato Un détour par Diane (Diane in the Loop) di Ann Sirot e Raphaël Balboni come miglior film.
Ecco tutti i premi:
- Miglior film: Un détour par Diane (Diane in the Loop) – Ann Sirot, Raphaël Balboni
- Migliore regia: Jacqueline Lentzou – Mia mera sti zoi tis Tzo: Kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra)
- Premio Speciale della Giuria: La maison du vent (House of the Wind) – Auguste Bernard Kouemo Yanghu
- Migliore attrice: Laleh Marzban – Moragheb (Falling House)
- Migliore attore: Riccardo Scamarcio – I figli della scimmia
- Migliore sceneggiatura: Tommaso Landucci e Damiano Femfert – I figli della scimmia
- Miglior cortometraggio: Quelques instants de bonheur (A Few Moments of Happiness) – Shaden Safieddine Tazi
La maison du vent vince anche il Leone del Futuro
Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” è andato a La maison du vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu.
Il film realizza così una particolare doppietta, conquistando anche il Premio Speciale della Giuria nella sezione Orizzonti.
Gli altri premi di Venezia 83
Il Premio degli Spettatori Armani Beauty, assegnato nell’ambito di Venezia Spotlight, è andato a Eu contez (I Matter) di Alina Șerban.
Per Venezia Classici, il premio al miglior film restaurato è stato assegnato a La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini.
Infine, nella sezione Venice Immersive, il Gran Premio è andato a The Pigeon Ring di Shixin Tao e Yuqi Zhang. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a Out of the Ashes di Rory Mitchell e Nonny De La Peña, mentre il Premio per la Realizzazione è andato a Empire at Sea di Peter Flaherty.
L’83ª Mostra si chiude dunque con un palmarès particolarmente articolato, nel quale Woman Unknown emerge come il grande vincitore del Concorso, mentre La maison du vent e I figli della scimmia sono tra i titoli che hanno lasciato il segno nelle sezioni parallele.






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