Ink ripercorre la vera storia di come Rupert Murdoch e Larry Lamb hanno trasformato The Sun in un tabloid in grado di rivoluzionare il giornalismo moderno. Attraverso l’analisi del regista Danny Boyle e del suo cast emerge l’incredibile impatto che il tabloid britannico ha avuto nel mondo della carta stampata nei decenni successivi agli anni Settanta.
Il film è l’adattamento dell’opera teatrale omonima di James Graham, dove al centro della narrazione c’era la figura di Murdoch. Boyle, invece, ha chiesto uno spostamento di focus sulla personalità di Lamb. “Per me si trattava di Larry Lamb. Nell’adattare non tagli i dialoghi, perché sono eccellenti: ne chiedi ancora allo scrittore. È stato un modo favoloso per riequilibrare due figure straordinarie”, ha spiegato Boyle nella conferenza stampa di presentazione del film a Venezia 83.
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Ink: il regista e gli attori parlano dei personaggi del film

Il ritratto di Rupert Murdoch appare quasi umanizzato. L’intenzione del regista britannico è stata infatti quella di “non mostrificarlo”, ha spiegato. “All’epoca rappresentava una boccata d’aria fresca in una società rigida, offrendo una voce diversa rispetto al gigante monolitico del Daily Mirror. Sali su quello scivolo ed è divertente, ma poi la storia ti porta nell’oscurità.”
Ad un certo punto del film arriva una svolta. “Gli standard diventano meno importanti delle vendite. Qual è il costo umano quando baratti la morale e la privacy per vendere un prodotto? Alla fine, anche Larry Lamb diventa un prodotto usa e getta,” ha spiegato Jack O’Connell.
“Nonostante i colpi bassi, avevano la sensazione che il lavoro fosse sacro e la notizia la cosa più importante. Sentivano di avere il potere a portata di dita: ciò che scrivevano sarebbe stato ciò a cui la gente credeva”, ha aggiunto Claire Foy.
Ink: come The Sun ha anticipato il giornalismo moderno

Il modo in cui The Sun si è approcciato nel raccontare la società esplorando i suoi tabù fu rivoluzionario per l’epoca. Come evidenziato nella nostra recensione al film, il tabloid britannico è stato il primo a mettere in luce quelli che erano i desideri inespressi di una comunità chiusa come quella inglese. Mai un giornale aveva parlato apertamente di omicidi o di scandali sessuali, mettendoli in prima pagina. O pubblicando a puntate un libro erotico bandito in Europa.
Questa trasformazione stilistica ha anticipato la crisi attuale dell’informazione attuale in un’epoca in cui siamo circondati dai social media e dall’intelligenza artificiale, che minano al lavoro del giornalista stesso.
Lo sceneggiatore James Graham ha spiegato molto bene questo concetto: “La filosofia basata su coinvolgimento e distrazione non è mai stata così radicata come oggi con social media e IA. È la vittoria del potere dell’engagement sulla verità o sull’informazione pura.”
Le soluzioni registe scelte da Danny Boyle per Ink sono molto accurate. Per rendere più evidente il senso di oscurità che inizia a circondare Larry Lamb, il suo ufficio è ispirato a quel senso di soffocamento e di potere che si vede ne Il Padrino. La musica è una componente importante con un audio curato insieme a Johnnie Burn (La zona d’interesse), utilizzata nei momenti di alta tensione ma anche per dare ritmo alla narrazione convulsa del film.





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