Spider-Man: Brand New Day: spiegazione della scena post credit

Ci sono scene post credit in Spider-Man: Brand New Day? Ovviamente si, ma vediamo che cosa significa ciò che vediamo. Allerta spoiler!

Spider Man Brand New Day Spidey Tracker post credit NonSoloFilm.it

Una moda, un culto, una cifra stilistica: quella delle scene post credit per l’MCU è diventata un vero e proprio mantra e Spider-Man: Brand New Day non fa eccezione.
Un appuntamento, quello delle scene dopo i titoli di coda, che non chiude realmente il film ma lo prolunga, lo spinge altrove, lo trasforma nel frammento di qualcosa di inevitabilmente più grande.

Spider-Man: Brand New Day, quarto capitolo dedicato al Peter Parker interpretato da Tom Holland e primo vero passo dentro una nuova fase della sua vita, è diretto da Destin Daniel Cretton, già regista di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli. Il film riparte dalla solitudine lasciata in eredità dal finale di No Way Home e costruisce attorno al proprio protagonista un mondo contemporaneamente più adulto, urbano e instabile. Accanto a Holland tornano Zendaya e Jacob Batalon, mentre il racconto accoglie figure come il Punisher di Jon Bernthal, l’Hulk di Mark Ruffalo e nuovi personaggi destinati ad ampliare ulteriormente i confini della storia. Confini che, come spesso accade nell’universo Marvel, non coincidono più con quelli del singolo film.

La dipendenza del pubblico da serie, saghe e narrazioni potenzialmente infinite ha infatti modificato il modo stesso di vivere il blockbuster: non si attende più soltanto un’opera, ma ciò che quell’opera prometterà per il futuro. La curiosità verso il capitolo successivo finisce talvolta per superare quella nei confronti del capitolo presente, fino a rendere la scena post credit quasi più attesa del film che dovrebbe concludere. Lo spettatore rimane seduto mentre la sala si svuota, osserva i nomi scorrere sullo schermo e aspetta un’ultima immagine, una frase, un’apparizione. Esiste almeno un merito involontario in questo rituale: costringe a restare davanti ai titoli di coda, troppo spesso ignorati nonostante siano parte integrante dell’opera e rappresentino il necessario riconoscimento rivolto alle centinaia di persone che hanno contribuito a realizzarla. Eppure, mentre quei nomi scorrono, l’attenzione è già proiettata oltre. Il film non è ancora terminato, ma il pubblico sta aspettando il prossimo.

Leggi anche Spider-Man – Brand New Day: recensione del film con Tom Holland e Zendaya

Oltre i confini del Tracker in Spider-Man: Brand New Day. Cosa si vede nella scena post credit?

Spider Man Brand New Day Spidey Tracker NonSoloFilm.com

La scena post credit di Spider-Man: Brand New Day riparte da un oggetto apparentemente semplice: lo Spidey Tracker, l’applicazione sviluppata da Ned Leeds per individuare la posizione e seguire gli spostamenti dell’Uomo Ragno. Un dispositivo nato dal legame tra Peter e il suo migliore amico, dunque dalla necessità di raggiungerlo, proteggerlo e sapere dove si trovi, ma che assume un significato più doloroso dopo la cancellazione dell’identità di Peter dalla memoria del mondo. Ned non ricorda più l’amicizia che ha condiviso con lui, non conosce la persona nascosta dietro la maschera e non può comprendere fino in fondo il valore emotivo di uno strumento che continua tuttavia ad esistere. Il Tracker diventa così il residuo tecnologico di un rapporto cancellato: una traccia concreta di qualcosa che i personaggi hanno dimenticato, ma che il racconto non ha mai realmente abbandonato.

A utilizzarlo è Frank Castle, il Punisher, intenzionato a scoprire dove sia finito il giovane eroe con cui ha costruito, nel corso del film, un rapporto difficile, ruvido e tuttavia profondamente sincero. Castle non è l’uomo delle dichiarazioni affettuose né delle amicizie esplicite. La sua preoccupazione passa necessariamente attraverso l’azione, il controllo e la ricerca. Se Peter non risponde, Frank non aspetta: prova a trovarlo. Ma ciò che compare davanti ai suoi occhi contraddice ogni previsione. Spider-Man non risulta più all’interno dei confini terrestri. La sua posizione viene rappresentata da una sfera rossa collocata oltre la Terra, apparentemente oltre la Luna, in un punto remoto dello spazio che il dispositivo non sembra capace di interpretare con precisione.

Non sappiamo se quella distanza debba essere letta in termini fisici, cosmici o dimensionali. Peter potrebbe trovarsi realmente nello spazio, su un altro pianeta o in una zona sconosciuta del cosmo; oppure il Tracker potrebbe tentare di tradurre attraverso coordinate geografiche qualcosa che geografico non è, indicando come lontanissimo un soggetto finito in un’altra realtà, in un diverso spazio-tempo o in una piega del Multiverso. La scena non fornisce una spiegazione perché il suo obiettivo non è rispondere, ma disorientare. Dopo un intero film dedicato al tentativo di Peter di ricostruire la propria esistenza, l’ultima immagine lo sottrae nuovamente al mondo nel quale aveva cercato di trovare un posto.

Frank osserva il segnale senza poterlo raggiungere, Ned rimane inconsapevolmente legato ad un amico che non ricorda e lo spettatore viene lasciato davanti ad una posizione impossibile. Compare allora la promessa conclusiva: “Spider-Man will return”. Spider-Man tornerà. Ma da dove? Verso quale Terra? E soprattutto: quando?

Verso la fine del Multiverso

Spider Man Brand New Day Tom Holland NonSoloFilm.com

La risposta più immediata conduce inevitabilmente ad Avengers: Doomsday, il nuovo punto di convergenza di un universo narrativo che continua ad allargarsi mentre si prepara, forse, a collassare su se stesso. La posizione anomala individuata dal Tracker potrebbe essere il risultato di un’incursione, di una frattura tra realtà differenti o di un intervento esterno capace di trascinare Peter fuori dalla propria dimensione.

La TVA, o un’organizzazione dotata di funzioni analoghe, potrebbe avere iniziato a reclutare eroi appartenenti a universi diversi in vista dello scontro contro Doctor Doom. Peter potrebbe quindi essere stato prelevato non al termine di Brand New Day, ma durante eventi paralleli legati a Doomsday, spiegando così la sua improvvisa scomparsa e l’impossibilità del dispositivo di localizzarlo correttamente.

È però altrettanto possibile che la scena guardi ancora più avanti, verso Avengers: Secret Wars e verso la nascita di Battleworld. Nei fumetti, quel mondo è costruito attraverso i frammenti di realtà sopravvissute alla distruzione del Multiverso: territori appartenenti a universi differenti vengono riuniti all’interno di uno spazio unico, governato da una nuova logica e sottratto alle coordinate precedenti. Un simile scenario giustificherebbe perfettamente il comportamento dello Spidey Tracker, incapace di associare Peter alla Terra perché quella Terra, almeno nella forma in cui la conoscevamo, potrebbe non esistere più.

Non sarebbe inoltre un collegamento casuale. Il rapporto tra Spider-Man e Secret Wars attraversa profondamente la storia editoriale della Marvel: proprio durante la saga originale Peter entra in contatto con il costume nero che si rivelerà successivamente essere il simbionte legato a Venom. La sua destinazione potrebbe quindi avere anche una natura cosmica, magari connessa al frammento di simbionte rimasto nell’MCU, a Venom o persino a Knull. Per il momento, tuttavia, ogni ipotesi resta necessariamente incompleta. Il Multiverso cinematografico è diventato un intreccio sempre più fitto, all’interno del quale mondi un tempo separati hanno iniziato non soltanto a sfiorarsi, ma ad incastrarsi.

Gli Avengers hanno incontrato realtà alternative, i Fantastici Quattro sono entrati nel centro della narrazione e l’universo degli X-Men ha ormai stabilito un contatto concreto con quello dell’MCU. Ora anche il mondo di Spider-Man sembra essere definitivamente assorbito dentro questa collisione.

Quale sarà il destino di Peter Parker?

Spider-Man - Brand New Day recensione nonsolofilm.it

La scena post credit non rivela quale sarà il destino di Peter: rivela che quel destino non potrà più appartenere soltanto a lui. È una promessa e contemporaneamente un’esca, un ultimo fotogramma pensato per alimentare il desiderio di continuazione dal quale l’intera saga dipende. Marvel costruisce l’attesa, la nutre, la trasforma in parte dell’esperienza cinematografica e invita il pubblico a tornare prima ancora che il film appena visto abbia avuto il tempo di sedimentare. Il paradosso è ormai completo: si entra in sala per scoprire come proseguirà una storia e, mentre quella storia si svolge, si comincia già ad aspettare la successiva. Si desidera il film, ma soprattutto la sua promessa.

Si attende la fine per intravedere ciò che verrà dopo. Ed è forse questa la funzione più autentica della scena post credit: non concludere il racconto, ma impedire allo spettatore di sentirlo davvero concluso.

Leggi anche Tutti i film di Spider-Man, dal peggiore al migliore

Recensione

Condividi :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *