The Beauty: recensione della serie thriller di Ryan Murphy su Disney+

The Beauty, la nuova serie firmata Ryan Murphy pone uno degli eterni quesiti: cosa si è disposti a fare pur di raggiungere la perfezione? Una modella (che riconoscerete in tanti) è colta da improvvisi attacchi violenti durante una sfilata parigina che degenerano in modo del tutto inaspettato e imprevedibile. Con una sequenza spettacolare d’azione, violenza e sangue, Ryan Murphy ci introduce lentamente in un mondo ossessionato dalla perfezione e che gira tutto intorno al sesso. Il discorso tra Cooper (Evan Peters) e Jordan (Rebecca Hall), due agenti dell’unità antiterrorismo dell’FBI, va dritto al punto: l’essere umano vuole essere bello, è alla costante ricerca di un ideale di bellezza, anche in ogni minimo dettaglio, perché vuole essere bello per l’altro sesso.

E’ un qualcosa di naturale, istintivo, che contraddistingue umani ed animali. E ben presto i due agenti se ne rendono conto quando vengono chiamati a indagare sulle misteriosi morte di top model internazionali a Parigi. Man mano che raccolgono indizi sul caso vengono a conoscenza di un virus sessualmente trasmissibile che si diffonde rapidamente, garantendo a chi lo utilizza una bellezza perfetta, ma nascondendo gli effetti collaterali letali che iniziano a travolgere le loro vite. Mentre i decessi e il panico pubblico aumentano, Cooper e Jordan si spostano su Venezia e Roma per indagare sulle forze dietro al potente farmaco che ha scatenato l’epidemia. Nello stesso momento, Jeremy (Jeremy Pope), un disperato outsider cerca uno scopo nella vita: non ama il suo aspetto e non sa come rapportarsi con gli altri. Nel tentativo di trovare una soluzione finisce per incrociare la strada con le persone sbagliate.

Murphy è un autore televisivo prolifico: le idee non mancano, e le premesse sono davvero originali. Pur avendo visto solo i primi due episodi, The Beauty rispecchia lo stile sfarzoso e glamour dello sceneggiatore statunitense: la cura per i dettagli, la scelta del cast (sempre azzeccato, in un mix tra nuove “leve” e vecchie conoscenze, come Evan Peters) sempre azzeccata, rendono la serie, in uscita su Disney+ il 22 gennaio, davvero promettente.

La tematica di fondo è l’ossessione per la chirurgia estetica, esplorandone, sotto la patina dell’horror, le sue conseguenze talvolta irreversibili, come già aveva fatto l’audace e sconvolgente The Substance nel 2024. “La bellezza è sofferenza”, ci viene detto in una delle scene iniziali di The Beauty. Perfino due persone comuni come Jordan e Cooper si sentono schiave di questo sistema sociale che obbliga gli esseri umani a cambiare il loro aspetto pur di compiacere gli altri, più che se stessi. Ed è qui che l’ossessione diventa pericolosa: si cerca di modificare qualcosa di sé, finendo sempre più di cadere in una spirale che innesca violenza e un punto di non ritorno. E Murphy è bravo nel mostrare come anche il capitalismo gioca un ruolo fondamentale in questa ossessione e ricerca per la perfezione: la bellezza ha un prezzo molto alto. E non parliamo solo di soldi.

Le produzioni di Ryan Murphy hanno però anche i suoi lati negativi. C’è tanta carne sul fuoco, molti elementi in gioco nei primi episodi e il rischio è che, una volta accesa la miccia, non si riesca più a domare l’incendio.

Recensione

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