Il titolo è Spider-Man: Brand New Day e, senza esagerare con l’ottimismo, va preso alla lettera. Il film, diretto da Destin Daniel Cretton e interpretato, tra gli altri, da Tom Holland, Zendaya, Sadie Sink e Jon Bernthal, numero 38 del Marvel Cinematic Universe (d’ora in poi, MCU) e il quarto dedicato all’omonimo eroe dopo il fortunato Spider-Man: No Way Home (2021), è un insperato ritorno alla forma per la Marvel. Al monumentale successo di Avengers: Endgame (2019) sono seguiti anni fallimentari, tra inconsistenze narrative, caotici multiversi e bagarre dietro le quinte. Spider-Man: Brand New Day non basta, da solo, a ricomporre i cocci di un MCU fiaccato da scelte produttive lacunose e mancanza di senso delle proporzioni (mancanza di senso, tout court). Quello che può fare è riequilibrare i rapporti tra azione e sentimento e, grazie alla forza di un immaginario inimitabile, sgombrare il campo dagli equivoci. E, nel dubbio, indicare la via per il futuro: meno spettacolo fine a sé stesso e una maggiore verità emotiva. In Italia Spider-Man: Brand New Day arriva il 29 luglio 2026 per Eagle Pictures, ecco 5 buoni motivi per non lasciarselo scappare.
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La Marvel rallenta, Spider-Man: Brand New Day ringrazia

La Marvel ha rallentato, è un bene. Si può leggere l’affermazione in due modi. Riducendo il numero delle uscite in sala, e aumentando la distanza tra un film e l’altro – Spider-Man: Brand New Day è il primo MCU del 2026, il secondo è Avengers: Doomsday a dicembre e poi arrivederci, forse, alla seconda metà del 2027 – la major minimizza l’effetto saturazione, tiene il pubblico sulle spine e rende più leggibile, perché meno affollata, la complessa narrazione del franchise. Prendersela comoda, per la Marvel, è anche una sorta di controllo di qualità implicito. Rallentare, rinunciare al rumore a tutti i costi, significa permettere al film di Destin Daniel Cretton di riconsiderare il rapporto tra azione e sentimento in favore del secondo, nel segno di intrattenimento in cui l’azione è diretta conseguenza dell’arco narrativo (ed emotivo) dei personaggi. Il risultato è un divertimento più credibile, senza rinunciare alla spettacolarità colossale e all’autoironia citazionista da sempre punti di forza dell’MCU.
Un film semplice: un uomo, un eroe, una maschera, una città
Ha senso che sia toccato proprio a Spider-Man: Brand New Day risollevare le sorti dell’MCU. Era la scelta più logica, affidarsi senza riserve a questo protagonista e a questo immaginario. Una New York umana, cosmopolita, frenetica e violenta. Un costume, una maschera, iconici, che il film riconsidera in termini psicoanalitici: il travestimento di un uomo ferito che non affronta il proprio dolore. Certo, c’è un’angolazione introspettiva inedita nel racconto di Peter Parker (Tom Holland, sempre più padrone del personaggio) che corre veloce per sopravvivere senza le tre persone più importanti per lui, la zia May (Marisa Tomei) MJ (Zendaya) e Ned (Jacob Batalon). Ma la maturità emotiva del film non attenua la forza di una mitologia universalmente amata. Il fumetto conteneva tutte le coordinate. Si trattava solo di replicarne l’efficacia nella maniera più logica e semplice. Il film lo fa e, al netto delle sue fisiologiche imperfezioni, funziona.
Spider-Man: Brand New Day non è solo la storia di Peter Parker

Ok, discutiamone. Spider-Man: Brand New Day non ha davvero tempo per tutti i comprimari, ed è un peccato che le caratterizzazioni di Bill Metzger (Tramell Tillman), Scorpion (Michael Mando) e Jean DeWolff (Liza Colón-Zayas) siano compresse oltre misura per far spazio ai personaggi principali. Ma il film di Destin Daniel Cretton trova il tempo di far respirare un bel numero di co-protagonisti. Non solo Zendaya e Jacob Batalon, costretti dalla storia a ricostruire i personaggi e il loro rapporto con Peter. Brevi apparizioni di Yelena Belova (Florence Pugh) e Bruce Banner (Mark Ruffalo) a parte, meritano di essere ricordate due prove su tutte. Il machismo venato di vulnerabilità e umorismo di Punisher (Jon Bernthal), e la grazia furiosa e fragile di Sadie Sink.
Sadie Sink serve a Spider-Man: Brand New Day per raccontare la cosa giusta, nel modo giusto

Il cinema commerciale è una piattaforma dall’enorme risonanza, e può essere utilizzata per veicolare molte idee interessanti, a patto che lo si faccia nel modo giusto. Sadie Sink e il suo personaggio – niente spoiler – lo confermano. Oltre la caratterizzazione minacciosa e fragile offerta dalla brava attrice americana – sa come inserirsi nella corrente di un franchise di successo – Spider-Man: Brand New Day usa il personaggio per parlarci di diversità e conformismo, con senso della misura e una superficialità forse inevitabile, date le premesse (è un film per tutta la famiglia, non un trattato sociologico), che non ne intacca del tutto l’efficacia. Il film ci ricorda che è importante e bello essere e sentirsi speciali, evitando (più o meno) la lezioncina edificante e conservando un retrogusto progressista appena accennato che sfida gli accenti più ottusi e reazionari del mondo di fuori. Eroe popolare e non populista, Spider-Man è l’icona cinecomic meno trumpiana che ci sia.
Non si vive di sola Odissea

O, in alternativa: la pazza estate 2026 di Tom Holland, oscillazione di box office indimenticabili. Quello – al momento in cui si scrive molto probabile, non ancora certo – di Spider-Man: Brand New Day, di cui è protagonista. E i record su record di Odissea, dove è Telemaco, il figlio di Odisseo (Matt Damon).
Niente confronti di prestigio; Odissea è la rilettura di un architrave della civiltà occidentale, formalmente audace (IMAX 70 mm) storytelling sgusciante e fluido spettacolo, intelligente e arthouse. Spider-Man: Brand New Day punta su un intrattenimento meno ambizioso, e questa è la sua forza: offrire un’alternativa più elementare, ma di buona fattura, all’autorialità di Odissea.
L’MCU non ha mai avuto il senso della misura di James Bond, il franchise più lucido (finora) nel centellinarsi per sopravvivere. La bulimia di proposte ne ha rallentato l’efficacia, ma aver concentrato una ragnatela (!) così fitta di film di successo e in così pochi anni, al 2026 meno di 20, è un risultato ragguardevole. Il format ha le sue zone d’ombra, ma quando l’intrattenimento coniuga spettacolo e cuore come in Spider-Man: Brand New Day, merita una possibilità. Esistono molti tipi di cinema, e molti tipi di intrattenimento.
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