Bridgerton: la recensione della prima parte della stagione 4 su Netflix

Chi ha letto il libro lo sa: Sophie appare nella vita di Benedict Bridgerton come una sorta di Cenerentola. Entro la mezzanotte deve tornare a casa, altrimenti la sua carrozza si trasforma in zucca. Ci sono anche matrigna e sorellastre, tanto per non farci mancare nulla. La prima parte di Bridgerton 4, attesa per vedere finalmente il focus su Benedict, interpretato da Luke Thompson, è una stagione che può piacere oppure no.

Bridgerton ci ha ormai abituati a storie d’amore di ogni tipo. In principio c’erano Daphne e Simon in un matrimonio nato per scommessa, che poi si trasforma in una passione travolgente. Poi ci siamo innamorati di Anthony e Kate, i due opposti che si attraggono. Abbiamo visto Penelope finalmente far capitolare il ribelle Colin, ed ora era il momento del dissoluto Benedict Bridgerton. La prima parte della quarta stagione taglia (e di molto) il background del personaggio di Sophie Beak (interpretata da Yerin Ha). Nata da una relazione tra sua madre cameriera e un ricco nobile, la ragazza viene poi cresciuta dalla matrigna, che la rende la sua governante personale, facendole fare tutti i lavori più umilianti – l’incipit vi ricorda qualcosa? A un ballo in maschera, a cui Sophie partecipa grazie alla complicità di qualche amico, la ragazza incontra Benedict: sembrerebbe amore a prima vista, tant’è che lui si mette in testa di ritrovare la giovane mascherata che gli ha rapito il cuore. La strada, però, è irta di ostacoli: Sophie lo riconosce, ma non vuole svelarsi. Del resto c’è di mezzo la loro differenza di classe: Benedict è un aristocratico, Sophie è un’umile cameriera. L’amore trionferà, è chiaro, ma non sarà così semplice. Bisognerà anche capire se Bridgerton 4 seguirà il libro La proposta di un gentiluomo, da cui questa stagione è tratta. In passato è già successo che la serie tv prodotta da Shonda Rhimes seguisse altre vie e modificasse la storia.

Bridgerton è ormai un must per Netflix. Il suo tono glamour, moderno, sfacciato rispecchia alla perfezione le opere originali di Julia Quinn, aggiungendo quella sensualità che i libri spesso limitano, ma che lasciano al contempo poco spazio all’immaginazione. La quarta stagione di Bridgerton non è solo su Benedict, ma come le precedenti prosegue nel narrare le vicende degli altri componenti della famiglia, anticipando quello che avverrà. Un modo molto intelligente che permette al pubblico di appassionarsi anche agli altri personaggi. C’è Eloise (Claudia Jessie), bella, intelligente e sarcastica, che non vuole proprio accasarsi e con riluttanza partecipa ad incontri su come essere una brava moglie. Penelope (Nicola Coughlan) è ormai uscita allo scoperto come Lady Whistledown, e continua ad essere la voce fuori campo della serie (qui il ruolo è affidato all’iconica Julie Andrews).

Ma andiamo al dunque: la coppia Benedict-Sophie funziona? Gli attori ci mettono la loro parte e si impegnano molto nel creare la loro dinamica, ma c’è la sensazione che manchi qualcosa. Una scintilla che permetta loro di innamorarsi. Il personaggio di Luke Thompson rimane affascinato dall’intelligenza e dalla sagacia della minuta Sophie, ma tra lui e Yesin Ha non c’è quella sintonia sufficiente che porta a innamorarsi di loro. Benedict Bridgerton “paga” una lunga attesa: il pubblico è ancorato a Kate e Anthony, una coppia amatissima, e sta ancora pensando all’evoluzione di Penelope, che da brutto anatroccolo si è trasformata in cigno, conquistando definitamente Colin. E non sempre le attese vengono ripagate. Confidiamo in una seconda parte di stagione che sappia ribaltare le nostre premesse, poiché nel mondo di Bridgerton, tutto è possibile.

Recensione

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