Disponibile su Prime Video Ingorgo, serie TV italiana frutto di un riadattamento di Atasco, uscita in Spagna e giunta alla sua quarta stagione.
Composta da un totale di sei episodi, questa prima stagione ha una trama molto semplice quanto originale: un ingorgo stradale a Roma che vede automobilisti bloccati in auto e costretti quindi a confrontarsi su molti temi. Una trama funzionale a raccontare tante storie e personaggi e assolutamente realistica, perché nelle grandi città stare bloccati per ore in strada o autostrada a volte è purtroppo all’ordine del giorno.
La regia è affidata a YouNuts! e nel cast vediamo, tra i tanti, anche Corrado Guzzanti, Antonio Catania, Marina Massironi, Maria Amelia Monti, Francesco Pannofino, Lucia Ocone, Donatella Finocchiaro, Debora Villa, Ilenia Pastorelli, Matilde Gioli, Gianmarco Tognazzi.
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Ingorgo: frammenti della società di oggi

Quello che accade in questa serie è ciò che a tutti, almeno una volta, è capitato in coda in autostrada, ovvero voler diventare una mosca ed entrare nelle auto degli altri per sapere cosa succede. Questo è ciò che accade allo spettatore: entra tra le tante auto, camion, furgoni fermi in questo immenso ingorgo e assiste senza poter intervenire all’umanità che si riversa all’interno.
Questa umanità diventa lo specchio della società di oggi e la racconta a frammenti: chi si interroga sulla vita e sull’amore, chi combatte per farsi pagare il proprio lavoro creativo, chi fantastica sul diventare ricco in modo illecito e chi invece ci prova. Tutto questo spaccato umano appare in episodi molto brevi e con un tono narrativo che non sempre è molto chiaro e che diventa anche il primo difetto di questa serie.
Trama interessante, ma con qualche difetto
La regia a supporto di queste tante storie intrappolate dentro alle auto non chiarisce il tono narrativo, perché Ingorgo apparentemente è strutturata come una comedy e ne ha anche le caratteristiche tecniche, ma di fatto non scatena risate, solo qualche sorriso forzato. Ciò che vediamo all’interno delle auto appare a volte un collage di situazioni, frasi e battute già viste o sentite e di conseguenza non molto originali.
E il modo in cui a fine episodio vengono terminate tali situazioni lascia in un limbo tra una risata che non c’è stata e uno spaccato sociale che in realtà è già ciò che viviamo e vediamo ogni giorno. Quindi, se la trama alla base è molto interessante e potenzialmente originale, ciò che avviene all’interno delle auto è un timido tentativo di racconto che però non prende nessuna direzione precisa.
Ciò che attutisce questo risultato è sicuramente la scelta di inserire molte storie e molti personaggi diversi che appaiono solo in un episodio o in una scena: questo fa in modo che il racconto sia più dinamico e che lo spettatore possa farsi coinvolgere a seconda della situazione che viene presentata e da chi la interpreta.
Ingorgo: una formula di casting vincente

La formula che si presenta in Ingorgo è sicuramente quella che negli ultimi anni sta funzionando, ovvero inserisce interpreti importanti all’interno di episodi slegati tra loro, permettendogli di giocare e sperimentare su personaggi brevi e fugaci.
Una struttura che si è presentata per la prima volta proprio su Prime Video con Modern Love che, tratto dai racconti della posta del New York Times, metteva in scena tante storie di vita quotidiana a New York con un cast stellare. Struttura che ha raggiunto l’apice con la serie francesce Dix Pour Cent, poi ripresa anche in Italia con il titolo Chiami il mio agente!. Qui, nella serie italiana, abbiamo visto un cast stellare in dinamiche e monologhi molto interessanti, ma spesso non supportati da una sceneggiatura che riusciva a rendere il tutto fluido.
Questa mancanza di fluidità è ciò che appare anche in Ingorgo, perché il cast stellare a volte non è sufficiente a creare un prodotto originale e vincente.
Un esperimento con grande potenziale
Ingorgo rimane comunque un esperimento italiano con un grande potenziale e che può, come è accaduto in Spagna con Atasco, continuare con molte stagioni. Nel complesso è comunque una serie TV piacevole che può fare riflettere su molti temi e che può regalarci con leggerezza una disamina del mondo in cui viviamo.





