Itineranze Doc 2026: nuovi sguardi sul cinema del reale

La quinta edizione di Itineranze Doc ha preso il via il 6 maggio 2026 al Bellaria Film Festival di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, portando con sé sei nuovi progetti dedicati al cinema del reale. Il programma di formazione e training, gratuito, nasce con l’obiettivo di sostenere giovani autori e autrici nello sviluppo del loro primo o secondo lungometraggio documentario, accompagnandoli dalla scrittura alla preparazione del pitch, dalla definizione delle scelte artistiche alla ricerca di produttori e fonti di finanziamento.

Cos’è Itineranze Doc

Itineranze Doc nasce dalla collaborazione e dalla progettazione collettiva di una rete che riunisce alcuni dei principali festival cinematografici italiani dedicati al cinema del reale. L’obiettivo è valorizzare gli sguardi emergenti e offrire agli autori uno spazio concreto per trasformare idee e progetti in opere cinematografiche.

Il percorso si sviluppa nell’arco di sei mesi e attraversa diversi festival italiani. Sei workshop residenziali permettono ai partecipanti di approfondire i principali momenti dello sviluppo creativo e produttivo di un’opera documentaria, mentre un percorso di mentoring one-to-one li mette in relazione diretta con professionisti del settore. A questo si aggiungono numerose occasioni di networking con produttori, distributori, broadcaster e altri operatori dell’industria audiovisiva.

Il cammino si conclude con la presentazione pubblica dei progetti, attraverso un pitch rivolto a professionisti nazionali e internazionali, durante un evento speciale al Festival dei Popoli.

Sei progetti, un’indagine su ciò che resta

La selezione di Itineranze Doc 2026 riunisce sei opere accomunate da una ricerca sul rapporto tra identità, memoria e rappresentazione. I progetti attraversano territori geografici e interiori molto diversi: dalle atmosfere remote di Alicudi alle trasformazioni del Villaggio Olimpico di Roma, dagli archivi personali ai diari, fino agli ambienti digitali e alle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale.

Il filo conduttore è una domanda tanto semplice quanto cinematografica: cosa rimane di noi quando il tempo modifica, cancella o reinventa ciò che siamo stati?

Le storie selezionate mettono al centro figure e comunità sospese tra passato e presente. Ci sono figli che cercano di comprendere i propri padri, donne alla ricerca della propria libertà, comunità attraversate dal cambiamento, memorie che vengono conservate e altre che rischiano di essere riscritte. Il confine tra realtà e rappresentazione diventa così uno degli spazi privilegiati della ricerca degli autori.

Ossi di cane – Lorenzo Spinelli tra i progetti selezionati a Itineranze Doc 2026

Cosa resta quando tutto il resto marcisce? Ossi di cane segue le tracce di Philippe Berson, modello che abbandona il glamour parigino per approdare nelle catacombe di Palermo. Attraverso materiali d’archivio e diari intimi, un narratore incognito ricostruisce la vicenda di un uomo che trasforma scarti di ossa animali in opere d’arte, in un racconto sospeso tra memoria, morte e metamorfosi.

Il villaggio – Camilla Iannetti

Nel Villaggio Olimpico di Roma, costruito per le Olimpiadi del 1960 e divenuto negli anni un quartiere popolare, nuovi interventi di riqualificazione modificano gli equilibri di una comunità composta da abitanti storici e persone di passaggio. Il villaggio osserva le trasformazioni dello spazio urbano attraverso le vite di chi lo abita e di chi lo attraversa.

L’imfura’ – Juri Hean Hilaire

Un figlio italiano intraprende un viaggio alla ricerca del padre ruandese. L’imfura’ nasce dal desiderio di ricostruire una storia familiare e attraversa memoria, identità e riconciliazione con un passato doloroso. La dimensione personale diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla memoria e sulle eredità familiari.

Filmisi – Veronica Orrù tra i progetti selezionati a Itineranze Doc 2026

Una gatta immortale e un padre che sceglie di lasciare poche tracce sono al centro di Filmisi. Tra diario personale e ricerca archeologica, il progetto interroga il modo in cui internet modifica il nostro rapporto con la morte e con il ricordo. Dove finisce la conservazione della memoria e dove comincia la sua falsificazione? E cosa resta di una persona quando le parole utilizzate per raccontarla si rivelano imprecise?

Ali – Vittoria Paglino

Sulla remota isola di Alicudi, una giovane donna si muove tra visioni e realtà mentre cerca di conquistare la propria libertà. Ali costruisce il proprio percorso narrativo intorno alla tensione tra dimensione interiore e mondo esterno, utilizzando l’isola come spazio fisico e simbolico di una ricerca personale.

Non ci crederai che nel sonno – Valentina Manzoni

E se i ricordi che abbiamo perduto vivessero in un deposito collettivo di ricordi appartenenti ad altri? Non ci crederai che nel sonno esplora il rapporto tra corpo, immagini e spazi digitali e porta l’intelligenza artificiale al centro di una ricerca sulla memoria. L’autrice prova a ricostruire una memoria che il corpo conserva ma che la mente non riesce più a vedere, interrogandosi sulle possibilità e sui limiti della tecnologia nel processo di ricostruzione del ricordo.

Un laboratorio per il cinema che verrà

A guidare il laboratorio itinerante sono Chiara Andrich, direttrice artistica del Sole Luna Doc Film Festival, Alberto Diana, regista e programmatore del Festival dei Popoli, e Gianluca Rossi, sceneggiatore e direttore artistico di FrontDoc.

Il programma si rivolge a registi italiani o residenti in Italia che non abbiano ancora compiuto 36 anni alla data del 1° ottobre 2025, che abbiano realizzato almeno un cortometraggio circolato in festival nazionali e/o internazionali e che abbiano in sviluppo un progetto riconducibile al cinema del reale, caratterizzato da un approccio autoriale.

Con i suoi workshop, il mentoring e il confronto diretto con il mondo professionale, Itineranze Doc costruisce così un percorso che non si limita alla formazione. Accompagna sei giovani autori dentro le diverse fasi che precedono la nascita di un film, mettendo in relazione ricerca artistica, progettazione produttiva e industria cinematografica.

E i sei progetti scelti per l’edizione 2026 sembrano già suggerire una direzione precisa: raccontare il reale significa anche interrogare ciò che il tempo lascia dietro di sé. Ossa, quartieri, padri, fotografie, corpi, isole e tracce digitali diventano frammenti attraverso cui cercare una risposta alla stessa domanda: cosa resta, quando il presente diventa memoria?

Recensione

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