Un bambino prodigio, un uomo che attraverso la sua musica si è dimostrato sensibile e libero. Una personalità che poteva mettere in soggezione nonostante, come racconta Rita Pavone, fosse stato capace di dar retta ad una ragazzina riguardo al ritmo di Viva la pappa col pomodoro.
Questo è il centro di Nino – Un film su Nino Rota, il documentario di Walter Fasano, selezionato nella sezione Open – Fuori Concorso, della 83^ edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, film dedicato al genio musicale che ha segnato la storia del cinema, il primo compositore italiano a vincere il Premio Oscar per la Miglior Colonna Sonora.
Nino Rota: l’uomo che ha raccontato le storie con la musica
Raffinato e capace di entrare in profonda sintonia emotiva con il pubblico di tutto il mondo, Rota ha scritto temi memorabili, ha composto alcune delle musiche per film più belle e intense della storia del cinema. Ha lavorato per Francis Ford Coppola (Il Padrino, Il Padrino Parte II), Luchino Visconti (Il Gattopardo, Rocco e i Suoi Fratelli), King Vidor (Guerra e Pace), Mario Monicelli (La Grande Guerra), Franco Zeffirelli (La Bisbetica Domata, Romeo e Giulietta) e naturalmente Federico Fellini, con cui ha avuto un lungo sodalizio artistico musicando ogni suo film. Lo Sceicco Bianco, I Vitelloni, La Strada, Le Notti di Cabiria, La Dolce Vita, 8 e ½, Giulietta degli Spiriti, Satyricon, Roma, Amarcord, Il Casanova, Prove d’orchestra: pronunciare questi titoli vuol dire immediatamente ricordarne la melodia.
Raccontare la sua storia significa comporre un ritratto ricco e sfaccettato della sua personalità unica, fatta di musica, emozioni e cultura. Fasano ripercorre alcuni dei momenti più iconici della storia del cinema, in cui la colonna sonora diventa parte essenziale del racconto. Il film si snoda tra materiali d’archivio suggestivi e interviste a grandi protagonisti del cinema e della musica internazionale, che con lui hanno lavorato o ne sono stati profondamente influenzati tra cui il regista Park Chan-Wook, il compositore Premio Oscar Alexandre Desplat e il direttore d’orchestra e arrangiatore vincitore di sette Grammy Award Vince Mendoza.
Ricostruzioni video e fotografiche realizzate ad hoc evocheranno alcuni momenti salienti della vita del maestro. Il vero valore aggiunto del lavoro di Walter Fasano risiede nella scelta del montaggio e del ritmo narrativo: il regista non si limita a celebrare la figura istituzionale del compositore, ma ne ricerca l’anima più schietta e fanciullesca. La musica di Rota non viene trattata come un reperto da museo, bensì come materia viva, una presenza eterea capacissima di unire il rigore accademico della grande musica classica con la semplicità popolare delle piazze e dei circhi felliniani.
Nino – Un film su Nino Rota si rivela così non soltanto un doveroso omaggio a un gigante della cultura del Novecento, ma un’opera visiva calda, ritmata ed emozionante. Un documentario imperdibile che riesce a spiegare, con rara grazia, per quale motivo il mondo continui ancora oggi a guardare il cinema attraverso le note immortali del suo più grande poeta sonoro.
Nino – Un film su Nino Rota. La fotografia di un uomo inafferrabile ma di estrema sensibilità e profondità

Il documentario di Fasano accompagna lo spettatore dentro la vita di Rota, lo conduce di fronte a quell’uomo che forse un po’ si nasconde, tiene lontani gli altri, ma attraverso la musica è in grado di costruire mondi. Nino si costruisce attraverso materiali d’archivio, interviste a grandi nomi del cinema e della musica internazionale e poi le inconfondibili note del maestro che rivivono con un concerto speciale. Set d’eccezione sono l’auditorium Nino Rota e il conservatorio Piccinni di Bari dove, nel 1950, Rota assunse la docenza, oltre alla direzione della scuola. Tutto sembra vivere e respirare la musica di Rota.
Musica, talmente straordinaria, da essere centro di tutto, perno dell’intero film. Non ci sono misteri o forse tutto è un mistero perché Rota ha fatto vibrare le storie degli autori più importanti della storia del cinema. “Il Mozart del XX secolo”, così viene definito quando a soli undici anni gia componeva, portato in trionfo da un pubblico incuriosito ed adorante, diventa aedo dei racconti felliniani, dei silenzi e dei valzer viscontiani, dei Padrini che fanno tremare le vene ai polsi. Di pari passo si costruisce la vita di un bambino speciale in grado di comporre musiche interessanti fin da piccolo, e la parabola artistica di Nino Rota che attraversa il Novecento fino al 1979, anno della sua improvvisa scomparsa.
Come ha detto Fasano, ricostruire la vita di Rota vuol dire raccontare un uomo immerso nella musica e devoto ad essa: cordiale ma riservato, notoriamente svagato quanto fermo nelle proprie convinzioni. Il film narra un uomo a tratti inafferrabile nella sua essenza, di grande profondità, che tramite la musica ha cercato di esprimere la bellezza della vita e l’importanza di un costante anelito di crescita e consapevolezza personale.
Un film intenso
Fasano con Nino: un film su Nino Rota realizza un’opera intensa, consegnandoci una fotografia viva di un maestro e anche di un uomo. Attraverso le immagini, le parole di chi l’ha conosciuto, i video d’epoca, Fasano fa uscire dallo schermo e dalla “bruma” dell’empireo, con la delicatezza e l’eleganza di sguardo che gli sono propri, il nitore di un amante della musica, un genio che è vissuto per dare senso e forma alle immagini in movimento. Rota ha intessuto con esse un dialogo puro e profondo di cui solo lui sembrava avere la chiave e ha reso anche il pubblico idoneo a parlare, comprendere quella lingua eterna.





