Incanto Film Festival 2026: tutti i vincitori della quarta edizione

Incanto Film Festival 2026 NonSoloFilm.it

Tre giorni di proiezioni, incontri, ospiti e cinema condiviso hanno accompagnato Incanto Film Festival verso la conclusione della sua quarta edizione. Dal 25 al 27 settembre Pesaro ha ospitato una manifestazione cresciuta nelle presenze e nella partecipazione del pubblico, divisa tra il Teatro Sperimentale e il Teatro Maddalena e costruita ancora una volta intorno al cortometraggio e all’incontro diretto tra autori, professionisti e spettatori.

Al centro, inevitabilmente, le opere in concorso. E se c’è un titolo che più di ogni altro esce dall’edizione 2026 è Bratiska di Gregorio Mattiocco, capace di conquistare tre dei riconoscimenti principali: Miglior Cortometraggio Incanto Film Festival 2026, Miglior Sceneggiatura e Premio del Pubblico.

Un risultato che unisce quindi il giudizio della giuria a quello degli spettatori e che ha caratterizzato una serata di premiazione nella quale sono stati assegnati riconoscimenti alle diverse componenti del cinema breve, dalle interpretazioni alla fotografia, passando per montaggio e scrittura, senza dimenticare i percorsi dedicati allo sviluppo di nuovi progetti.

Leggi anche Sole Luna Doc Film Festival 2026 chiude con oltre 10 mila spettatori: tutti i vincitori della 21ª edizione

Incanto Film Festival 2026: tutti i vincitori

Incanto Film Festival 2026 Talk NonSoloFilm.it

Accanto al successo di Bratiska, la Main Category ha premiato Thomas Di Federico come Miglior Attore per Angelo azzurro di Tommaso Acquarone e Ksenia Borzak come Miglior Attrice per Bagarre di Sarah Narducci.

Il premio per la Miglior Fotografia è andato a Camilla Cattabriga per Se mai le cose di Giulia Cosentino, mentre Valeria Sapienza e Francesca Addonizzio hanno conquistato quello per il Miglior Montaggio grazie ad Astronauta di Giorgio Giampà. Quest’ultimo ha ottenuto anche il Premio Percorso Donna.

A completare il palmarès della Main Category è quindi il già citato Bratiska, che con tre riconoscimenti – Miglior Sceneggiatura, Miglior Cortometraggio e Premio del Pubblico – si è imposto come il film maggiormente premiato della quarta edizione.

Spazio importante anche alla sezione Bande à part, giudicata da una giuria composta da Marco Borromei, Niccolò Falsetti e Anna Bisciari. A vincere il premio per il Miglior Cortometraggio è stato Emily Nails di Camilla Carè, mentre El Draa di Francesco Rubattu ha ricevuto la Menzione Speciale. A Fick Mich! di Fabiana Russo è andato l’LSPG DCP Award, mentre Olive di India Santella ha conquistato il Premio Mujeres nel Cinema.

Il festival non si è però limitato a premiare opere già realizzate. Il Premio Condor, percorso di sviluppo dedicato a Stefano Malchiodi e pensato per accompagnare giovani autori nella costruzione di nuovi progetti cinematografici, è stato assegnato a Oasi Felice di Rossella Di Campli, alla presenza dei tutor Claudio Balboni e Massimo Vavassori. Una menzione è andata invece a Missione Cupolone di Gianmaria Miele.

A chiudere il quadro dei riconoscimenti, il Premio Miglior Pitch, assegnato dalle società di produzione Our Films, Elsinore Film, Emma Film, Anemone Film e Dugong, è andato a Impresa Funebre Zeravica di Gian Marco Russo.

Premi diversi per natura e finalità, capaci di restituire una delle direzioni intraprese dal festival: non soltanto mostrare il cinema breve già realizzato, ma provare a costruire occasioni concrete perché nuove opere possano nascere e svilupparsi.

Tre giorni di cinema, incontri e partecipazione a Pesaro

Il palmarès rappresenta però soltanto una parte di un’edizione che ha cercato di costruire il proprio programma attorno alla dimensione dell’incontro.

La quarta edizione ha infatti registrato una crescita delle presenze e una partecipazione significativa agli appuntamenti, dalle proiezioni dei cortometraggi agli incontri con gli ospiti. Particolarmente seguiti quelli con Andrea Lattanzi e Fotinì Peluso, moderati da Martina Barone, mentre nel corso dei tre giorni sono intervenuti anche Niccolò Falsetti, Anna Bisciari e Marco Borromei, insieme ai numerosi registi e interpreti delle opere in concorso.

Incanto Film Festival 2026 Fotinì Peluso NonSoloFilm.it

Una scelta coerente con l’identità che i direttori Matteo Damiani e Rebecca Cervato hanno voluto attribuire a Incanto: non pensare il festival esclusivamente come una successione di film, ma come un luogo nel quale le opere possano generare conversazioni e mettere in relazione chi il cinema lo realizza con chi lo guarda.

La programmazione ha così alternato le sezioni competitive agli appuntamenti di Fare cinema | Incontri, mestieri, rivolti agli studenti del Liceo Mengaroni, fino agli incontri professionali e alle sessioni di sviluppo del Premio Condor.

L’ultima giornata di Incanto Film Festival 2026

L’ultima giornata ha ulteriormente allargato il campo. I documentari GEN_ di Gianluca Matarrese e DOM di Massimiliano Battistella hanno accompagnato due momenti di confronto realizzati anche in collaborazione con Percorso Donna e Associazione Lutva, mentre l’incontro “Il territorio come racconto” ha messo al centro le Marche e il rapporto tra cinema, paesaggio e possibilità produttive per i giovani autori.

Alle proiezioni fuori concorso di Love Me Tinder di Fabrizio Pesaro e Ricciolidò di Francesca Lepore si è infine aggiunto Margini di Niccolò Falsetti, scelto per accompagnare Incanto verso la conclusione della sua quarta edizione.

Un’edizione che ha quindi provato ad andare oltre il semplice momento competitivo. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori rimane quello di trasformare il festival in un’esperienza collettiva, nella quale registi, pubblico, professionisti e collaboratori possano condividere non soltanto le opere, ma anche conversazioni e occasioni di confronto.

Incanto Film Festival, diretto da Matteo Damiani e Rebecca Cervato, co-fondatori insieme a Stefano Malchiodi, è co-organizzato con Walter De Majo e Alessandro Elia di Anemone Film, con la partecipazione di Vagabonda Film Production.

La crescita delle presenze registrata nel 2026 e la risposta agli incontri e alle proiezioni diventano così il punto dal quale ripartire dopo tre giorni che hanno ribadito la volontà di Incanto di costruire a Pesaro uno spazio dedicato ai nuovi linguaggi, ai giovani autori e soprattutto a un’idea di festival vissuto come momento di incontro.

Perché, una volta assegnati i premi e spento lo schermo, ciò che resta di una manifestazione cinematografica passa inevitabilmente anche dalle persone che, per qualche giorno, quello spazio lo hanno condiviso.

Leggi anche Montecalvario: le memorie divise di Capitan Pastene a Visioni dal Mondo

Recensione

Condividi :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *